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Oristano, capoluogo di provincia , è situata tra il fiume Tirso e lo stagno di Santa Giusta, nella pianura bonificata che si affaccia sul golfo omonimo. Tranquilla ridente cittadina, strutturata attorno alla piazza dominata dall’antica torre di San Cristoforo, Oristano si estende su una vasta area, solcata da vie dirette fiancheggiate da una mescolanza di case moderne e edifici antichi che ne ricordano il vecchio splendore. Caratteristica la periferia ove resta testimonianza di abitazioni costruite con mattoni di argilla, tipiche del Campidano. La sua nascita risale all’anno 1000, circa, quando gli abitanti di Tharros non potendo più resistere alle incursioni saracene, si ritirarono nell’interno spostando la capitale nella più sicura Aristana, circondata da paludi che costituivano una valida difesa naturale. La città ebbe alternanza di periodi più o meno prosperi, restando tuttavia sempre legata al mare, essendo il suo porto favorevole luogo di scambio tra l’entroterra e le potenze commerciali del mediterraneo. Oristano conobbe il massimo splendore nel periodo giudicale quando, sapientemente guidata da regnanti di grande levatura (Giudici), ebbe nuovi impulsi nello sviluppo ed organizzazione del territorio, dell’economia, della cultura e dell’arte potendo competere con le maggiori capitali europee. Furono le vicende militari e politiche del tempo a favorire lo sviluppo del commercio attraverso i porti del Giudicato e in particolare quello di Oristano. Perfino la "Carta de Logu", monumentale opera legislativa iniziata dal Giudice Mariano IV e completata dalla figlia Eleonora, contiene, oltre alla parte penale e agraria, una serie di disposizioni che regolano i traffici marittimi. La storia di Oristano è scritta nella sua struttura, nelle strade, negli edifici, nelle opere d’arte ed anche il turista più frettoloso rimane affascinato dalla nobile impronta che tutto ciò imprime alla città.
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Eleonora d'Arborea |
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Eleonora nasce quasi sicuramente in Catalogna da Mariano IV de Bas-Serra e da Timbora di Roccabertì, ma trascorre la sua giovinezza nel territorio giudicale presso la piccola ma vivace corte oristanese dove, insieme ai fratelli Ugone e Beatrice riceve un’educazione adeguata al suo rango.Sposa Brancaleone Doria con il quale intorno al 1367 si trasferisce a Castelgenovese, odierna Castelsardo. Qui conduce vita ritirata, ligia all’educazione ricevuta, ai costumi del tempo e alla sua morale rigorosa, ma non cessa di seguire con vigile attenzione le vicende politiche legate al giudicato d’Arborea.Nel 1383 due episodi significativi imprimono una svolta radicale alla sua esistenza: il duplice assassinio del fratello Ugone e della nipote Benedetta e, successivamente, la prigionia del marito Brancaleone ad opera degli Aragonesi. Ma è proprio con gli Aragonesi, gli antichi amici trasformatisi in nemici, che Eleonora cerca il dialogo quando, chiamata dalla "Corona de Logu" a governare il paese per conto del figlio minorenne Federico riesce a conseguire una pace onorevole riportando così, con intelligenza e pragmatismo, l’ordine nel suo stato sconvolto dalle istanze sovversive di fazioni politiche locali. La pace con gli Aragonesi firmata nel 1388 consente, infatti, ad Eleonora di rivolgere tutte le sue energie alla riorganizzazione del Giudicato assecondando così le aspettative del popolo che chiedeva stabilità politica ed economica. Donna dotata di grande volontà e di alto senso della giustizia, deve la sua fama soprattutto alla monumentale raccolta di leggi "Carta de Logu" capolavoro di sapienza legislativa che fu, in seguito, estesa a tutta la Sardegna grazie al suo intuito politico alla sua intelligente lungimiranza e al suo spirito volitivo, il Giudicato di Arborea conobbe in quel tempo uno dei periodi di massimo splendore. Eleonora si dedicò anche alle cure della famiglia seguendo da vicino i figli, Federico e Mariano, ma non per questo cessò di prodigarsi infaticabilmente per il suo popolo con pietà e con amore, amministrando la giustizia e facendo fronte ai disagi di una lunga guerra. Morì di peste nel 1403 in un luogo imprecisato. |