
| Oristano è conosciuta in tutto il mondo per la
Sartiglia. La giostra equestre che si svolge la domenica di
quinquagesima e l'ultimo martedì di carnevale. I cavalieri che vi
partecipano indossano gli antichi costumi sardi o di foggia spagnola e i
cavalli sono bardati a festa. Istituita dal canonico oristanese Giovanni
Dessì. Una prova d'abilità sia nel cavalcare sia nel riuscire ad
infilzare con una spada un anello, sostituito in seguito da una stella,
sospeso a un nastro all'altezza di un uomo a cavallo, posta in via Duomo
dinanzi alla cattedrale di Santa Maria Assunta.. Il percorso della Sartiglia inizia da quello che era in epoca medioevale il Palazzo dei Giudici, le odierne carceri di piazza Manno, per insinuarsi in "sa ruga de Santa Maria", superato il piazzale del Duomo, il tragitto si slarga in una pericolosa curva di fronte alla chiesa di S. Francesco per poi continuare in via S. Antonio sino all'incrocio con la via Cagliari, dove in epoca giudicale esisteva una porta d'accesso lungo la cinta muraria che passava per quella zona, denominata "porta di Sant'Antonio". Il canonico Dessì dettò delle precise regole riguardo lo svolgimento della Corsa, che divennero tradizione. La Sartiglia doveva essere fatta ogni anno, in qualsiasi condizione economica, sociale e metereologica. Affidò il compito dell'organizzazione della giostra alla corporazione o gremio dei contadini. L giostra è posta sotto il comando de su Componidori. Egli, una volta divenuto Componidori dopo il sacrale rito della vestizione, non è più una creatura umana ma un semidio, è uomo e donna allo stesso tempo, è il Re della giostra, per un giorno, tutto gli è dovuto. Al termine della corsa alla stella si assiste alla sfilata delle pariglie con in testa lui, il "demiurgo", Su Componidori, affiancato dai suoi aiutanti di campo, su Segundu e su Terzu. |
momenti salienti della vestizione del "Componidori" (anno 2004)